Impossibile caricare il contenuto multimediale. 1️⃣ PERCHÉ L’HO SCELTA?????????♂️ Mi sono orientato verso una penna a scatto per una serie di motivi. Innanzitutto, perché spesso mi trovo nella necessità di dover prendere immediatamente degli appunti e, non avendo la mano debole libera, sono costretto ad afferrare il cappuccio con i denti per rimuoverlo, in dispregio delle più elementari regole igieniche. Ho considerato, inoltre, che, con questa soluzione avrei: evitato di perdere il cappuccio in continuazione; eliminato il rischio che si tolga accidentalmente, permettendo alla punta di macchiare tutto ciò con cui entra in contatto; scongiurato il pericolo di inghiottimento da parte dei bambini che sovente s’impossessano della mia penna. Per non sbagliare e ritrovarmi a distanza di qualche giorno dall’acquisto con le mani imbrattate d’inchiostro o con il meccanismo a scatto mal funzionante, ho scelto un modello ampiamente collaudato: la “Jotter”, che è commercializzata sin dal 1954 da PARKER, ovvero un’azienda statunitense, che è tra i principali produttori di penne a livello mondiale, la quale, ormai da diversi anni, è controllata dal colosso americano NEWELL BRANDS, che spazia in diversi settori commerciali, tra cui, appunto, quello della scrittura (al suo ampio portafoglio appartengono marchi noti, come Waterman, Paper Mate e Rotring, solo per citarne alcuni). La Jotter è una vera e propria icona della penna a sfera (anche se, ad onor del vero, esistono pure le versioni stilografica e rollerball), seconda per diffusione solo alla più economica BIC “Cristal Original”. Viene distribuita in una miriade di varianti, diverse non solo per colore e rifiniture, ma anche per materiali costitutivi e dimensioni. La versione “XL”, di cui ci occupiamo in questa sede, ha iniziato ad esser commercializzata in Italia a novembre del 2018. La sua peculiarità, come facilmente si può arguire dal nome, è rappresentata dalle maggiori dimensioni rispetto alla normale Jotter, la c.d. “Originals”. A differenza di quest’ultima, che attualmente viene commercializzata in oltre 50 colorazioni, la “XL” è disponibile in 8 varianti, delle quali 4 bicolore e 4 monocromatiche. La mia scelta si è orientata tra le prime, le quali vengono identificate da nomi che richiamano punti panoramici di Londra. Abbiamo in particolare: la Richmond Matte Black; la Greenwich Matte Green; l’Alexandra Matt Grey; la Primrose Matte Blue. Io ho acquistato le ultime due, ossia la grigia opaca e la blu opaca, rispettivamente contraddistinte dai codici identificativi (SKU) 2068359 e 2068360. La singola penna viene recapitata in una scatola telescopica di cartoncino nero e avorio, munita di logo dorato (per l’esattezza, è la “Parker Entry Line Gift box”, contraddistinta dal codice articolo 2102171), la quale ben si presta ad assumere le vesti di confezione regalo, anche perché, come si evince dalle foto che ho allegato, è, a sua volta, contenuta in una “controscatola” bianca, che la impreziosisce ulteriormente. Un tipo di packaging, che brilla anche per efficienza, in quanto scherma validamente i vari agenti esterni che possono intervenire in fase di stoccaggio e di trasporto; in particolare, la polvere, l’umidità e la muffa, delle quali, in effetti, non ho trovato traccia nel rimuovere l’imballaggio. Un genere di imballaggio che rivela, inoltre, una marcata attenzione alla sostenibilità ambientale da parte del produttore, il quale, come si può notare, impiega solo materiali riutilizzabili e/o riciclabili. L’etichettatura, seppur di livello essenziale, contiene tutte le informazioni occorrenti al consumatore per addivenire a un acquisto oculato. Abbiamo, in particolare, una piccola targhetta autoadesiva, sulla quale sono riportate le caratteristiche principali della penna e del refill che la equipaggia. Qui apprendiamo, ad esempio, che sia l’una che l’altro vengono prodotti in Francia (come, del resto, emerge anche dalle marcature impresse sia sulla parte posteriore del “cappuccio” della penna, sia sulla cartuccia). 2️⃣ LE CARATTERISTICHE STRUTTURALI⛏ Entrambe le penne recapitatemi, sia sotto l’aspetto strutturale che funzionale, rispondono fedelmente ai contenuti testuali e fotografici delle pagina promozionale di Amazon, motivo per il quale evito di descriverle in maniera troppo approfondita; viceversa, rischierei seriamente di risultare tedioso e/o soporifero. Reputo più opportuno soffermarmi su alcuni dei loro tratti salienti, riportando, per lo più, le impressioni maturate in queste settimane di utilizzo, nella speranza che possano aiutare il potenziale acquirente a comprendere se questo tipo di penna sia o meno congeniale alle sue aspettative. La Jotter “XL” è stata lanciata sul mercato nel 2018 per soddisfare la richiesta di coloro che ritenevano troppo piccola e leggera la Jotter tradizionale, la quale è lunga 128,2 mm (con la punta retratta), ha un diametro massimo (sùbito sotto la clip, nel punto di congiunzione delle due componenti principali) di 9,5 mm e pesa 11 g con il refill inserito. Parker ha, quindi, deciso di commercializzare una penna a scatto, che conservasse le fattezze di quel modello tradizionale ampiamente collaudato, ma che se ne discostasse per le dimensioni. La Jotter “XL”, infatti, benché sia equipaggiata col medesimo refill “G2” della Jotter tradizionale è più lunga e più spessa del 7% (misurandola, ho riscontrato una lunghezza di 138,1 mm e uno spessore di 10,4 mm), e pesa circa 21 g, non solo per le sue maggiori dimensioni, ma anche perché è realizzata completamente in acciaio inossidabile (la parte inferiore della penna non è in plastica). Ritengo opportuno ribadire che i dati numerici poc’anzi riportati sono il frutto di misurazioni effettuate da me e differiscono leggermente da quelli indicati dal produttore, secondo il quale la normale Jotter misurerebbe 12,8 x 1 cm e pesa 11 o 14 g, a seconda che si tratti della “Originals” o della “Core” (ossia la versione di dimensioni ordinarie, ma interamente metallica), mentre la “Jotter XL” misurerebbe 13,8 x 1,1 cm e pesa 19 g. Il “cappuccio” (ossia la parte superiore della penna, contenente il meccanismo a scatto) della Jotter “XL” è in acciaio inossidabile e presenta una finitura spazzolata. Dello stesso metallo, che, com’è ben noto, gode di una pregevole resistenza meccanica e alla corrosione, è anche il pulsante di attivazione, il quale, però, superficialmente è opaco. Quest’ultimo ha l’estremità piatta, arrotondata e liscia, a differenza delle Jotter di qualche anno fa, dove, invece, era concava e recava il logo della Parker (la variazione è avvenuta nel 2011, anno in cui la produzione della Jotter si è spostata dall’Inghilterra alla Francia; però, sui modelli prodotti fino al 1973, periodo in cui la fabbricazione avveniva negli USA, il pulsante era molto simile a quello attuale, ossia arrotondato, senza concavità e senza logo). Sempre di acciaio inossidabile, ma con finitura lucida, è fatta anche la clip integrata nel cappuccio, la quale ha l’iconica forma “a freccia”. Quest’accessorio, piuttosto robusto e abbastanza lungo, è molto comodo, in quanto consente di fissare la biro ad un taccuino o alla tasca di un indumento o di una borsa, in modo da averla continuamente a portata di mano e con la punta in giù. Un elemento, quindi, che concorre a rendere la Jotter “XL” una penna per tutti i giorni, da portare sempre al séguito, in quanto resistente e facilmente trasportabile (la c.d. “EDC”, ossia “every day carry”). Il “fusto”, ovvero la parte inferiore della penna, non è in ABS come nella Jotter “Originals”, bensì in acciaio inossidabile ricoperto da vernice opaca antigraffio (grigia in una penna e carta da zucchero nell’altra), la quale garantisce una valida aderenza, che è strumentale ad un’ottima presa, ma non agevola l’insorgere del “callo dello scrittore”. La circostanza che sia realizzato interamente in metallo (ad eccezione della filettatura, come vedremo tra breve) giustifica il fatto che alla sua estremità inferi